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La disintegrazione della Jugoslavia /2


Come si è arrivati alla fine del conflitto?

La svolta si è avuta con l'intervento degli Stati Uniti. Prima appoggiando (clandestinamente) la repubblica croata, rifornendo e addestrando l'esercito regolare, poi – nell'ambito di alcune risoluzioni ONU – bombardando le postazioni di artiglieria con cui l'esercito serbo teneva sotto assedio le principali cittadine bosniache. Dal punto di vista strategico l'alleanza tra Croazia (che rinunciò così all'annessione dell'Erzegovina) e Bosnia sancì il ribaltamento degli equilibri sul campo di battaglia. In poco più di due mesi – da agosto a novembre - la controffensiva delle forze croato-bosniache e i bombardamenti della Nato indussero Milosevic a firmare gli accordi di pace e a dare inizio al lungo dopoguerra Jugoslavo.

Protagonisti e altro

Solbodan Milosevic – presidente della repubblica di Serbia e Montenegro

Franjo Tudjman – presidente della repubblica di Croazia

Karadic, presidente repubblica serbo-bosniaca, ricercato dal tribunale internazionale dell'Aja, è stato arrestato il 20 luglio 2008.

Mladic / Arkan sono solo alcuni dei più terribili capi militari dell'esercito serbo, responsabili dei più efferati massacri tra le montagne e le città della Bosnia.

Krajina – territorio croato abitato in maggioranza dai serbi che fu annesso dalla Serbia all'inizio del conflitto e poi “liberato” nel 1995 durante la fortissima controffensiva dell'estate. Seguì una dura politica di pulizia etnica a danno dei serbi espulsi dalle loro case, oppure mal tollerati dal nuovo stato.

Il ponte di Mostar – simbolo dell'unione delle due culture musulmana e croata, il caratteristico e antico ponte fu cannoneggiato e abbattuto dall'esercito croato durante la guerra tra croati e bosniaci nel 1993. Oggi è stato ricostruito e riconsegnato alla città, ancora nettamente divisa tra quartieri cattolici-croati e musulmani-bosniaci.

Appendice

il Kosovo e la guerra della Nato

“Tutto è cominciato e tutto finirà in Kosovo”. Era una profezia che, a quanto pare, si è avverata. Con la creazione dell'esercito di liberazione UCK l'intensità dello scontro con il potere di Belgrado fa un salto di qualità: la tipica resistenza passiva delle popolazioni albanesi diventa guerriglia. La reazione di Milosevic è una repressione militare in stile bosniaco.

Ancora sotto shock per l'insopportabile attendismo mostrato nel corso del conflitto bosniaco, la comunità internazionale mostra il pugno di ferro, intimando a Milosevic il ritiro delle truppe con alcune risoluzioni ONU. Dopo il fallimento dei negoziati di pace di Rambouillet (1998-99) MA SENZA il mandato ONU la Nato procede ad un'azione militare contro le città Jugoslave. Per quasi tre mesi Belgrado fu bersaglio dei bombardieri americani e britannici. A giugno Milosevic ritirò le truppe dal Kosovo, concludendo così il tragico decennio dell'ex-jugoslavia. Il Kosovo è passato ad un'amministrazione ONU anche se formalmente rimane una regione della repubblica di Serbia-Montenegro.

Slovenia e Macedonia sono riusciti a tenersi fuori dal conflitto, anche se la Macedonia ospita un contingente della UE come forza di interposizione.


 

[1] Croazia cattolici; Serbia cristiano-ortodossi; Bosnia-musulmani.