You are hereGuerre mondiali / I SONNAMBULI (protagonisti della I guerra mondiale) / I SONNAMBULI - Conrad von Hötzendorf

I SONNAMBULI - Conrad von Hötzendorf


Conrad von Hötzendorf
È stato Capo dello Stato Maggiore dell’impero austroungarico per molti anni, compreso il fatidico 1914. Principale antagonista di Francesco Ferdinando, curiosamente deve l’incarico ad una iniziale simpatia proprio con lo stravagante erede al trono che lo promosse al vertice dell’esercito. La sintonia tra i due affondava in una simile, quanto controversa, situazione sentimentale. Se F.F. doveva far digerire alla famiglia reale il legame con la nobildonna Sofia, il generale aveva una situazione ben più complicata: si era avventurato in una torbida relazione con la moglie di un grande industriale viennese von Reininghaus. 
La storia assunse caratteri paradossali e melodrammatici.
Prima si rivelò all’amata, che lo respinse nella logica del buon nome; ma un emissario governativo l’informò che “in considerazione del fragile stato mentale” del generale non avrebbe dovuto essere troppo definitiva nella risposta. La porta lasciata così aperta funzionò e il corteggiamento ebbe successo, con buona pace del marito Hans von Reininghaus lautamente ricompensato da ingenti forniture militare e non certo privo di altre donne con cui distrarsi. Spicca l’aspetto grottesco della relazione, come attestato dalle oltre tremila lettere non spedite che Conrad scrisse a Gina tra il 1907 e il 1915, alcune di una lunghezza sproposita fino a sessanta pagina, raccolte nella collezione che lui intitolò “Diario delle mie pene”. La precarietà sentimentale accentuò il carattere irrequieto e depresso che lo spinse ad avere un atteggiamento ultra-aggressivo in pubblico, con riferimenti continui ai valori di “virilità” e di forza, e una posizione in politica estera facilmente riassumibile nei termini di: “guerra!”. Sempre e comunque, era quello – per il capo dell’esercito – il modo migliore di preservare la monarchia.
Personaggi come questo decidevano le sorti del mondo nell’estate di cento anni fa.